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Oggi sono andata a vedere la mostra su Magritte. Incredibile il non convenzionale sguardo della vita. Sul muro sopra un dipinto una scritta....
...anche a me piace vedere le foglie che nascondono la luna. Ma se dietro di esse si riuscisse a vedere la luna, sarebbe inaudito, la vita avrebbe finalmente un senso....
flagrante deflagrazione della poesia............................. 

Insieme agli scatoloni dove avevo riposto le cianfrusaglie di Natale, oltre che alla polvere, ho trovato un diario di quand'ero una ragazzina. L'ho accarezzato senza osare aprirlo, sono solo riuscita ad appoggiarlo sul pavimento vicino alle luci che dopo poco avrebbero illuminato l'albero, e l'ho lasciato solo, quasi abbandonato, dimenticato, in sospeso fra le fragili sfere di vetro colorato e i miei fragili ricordi.
Era ormai sera quando, finalmente, avevo riposto l'ultima scatola vuota nell'armadio. Ho steso il pile sul parquet sotto l'albero e, a luci spente, mi sono lasciata ipnotizzare dal lieve bagliore delle lucine e della candela appena accesa. Solo allora me ne sono ricordata! Mi sono riempita un calice di vino, assaporandolo a piccolo sorsi, e così facendo sfogliavo il mio diario. Non sono un'intenditrice, anzi! farei inorridire qualsiasi somelier: mi piace il vino dolce, non frizzante, possibilmente giallo intenso, colore del miele. Mi piace metterlo in controluce e, facendolo ruotare lentamente, guardarne le sfumature di colore, i riflessi dorati, sentirne il profumo. E' un piccolo piacere che mi concedo ogni tanto.
Le pagine erano scivolate via come il contenuto della bottiglia, ma più leggevo e più i ricordi riaffioravano, più si era fatta sicura in me l'opinione che la ragazzina di allora non è per niente differente dalla donna che sono ora. Avevo sempre pensato di essere cambiata, di essere una persona completamente diversa, invece mi ritrovo con la stessa imbarazzante cocciutagine, con la stessa voglia di mollare tutto e scappare, con la stessa irrefrenabile istintività che molto spesso dimentica di far uso della razionalità. Mi sono ritrovata davanti ad uno specchio che, mentre non ha avuto pietà per l'esterno, ha preservato l'anima dall'invecchiamento. E mentre ero assorta in questi pensieri ho letto l'ultima pagina
".... mi hanno versato del vino, bleah che schifo! non so proprio come può piacere tanto, a me disgusta. Lo decantavano, guarda il colore, inspira il profumo di sottobosco.... roba da vecchi, per me ha semplicemente un gustaccio, non vedo l'ora di sciacquarmi la bocca con l'acqua...credo proprio che non ci sarà mai posto per una bottiglia in casa mia ... "

Non ci avevo mai pensato, nulla mi aveva fatto riflettere su quanto, le parole della lingua natia, siano collegate all'ambiente in cui sono state partorite. Così mi ha colto di sorpresa sapere da un amico che nella sua lingua, il Morè, lingua madre del Burkina Faso, non esiste la parole "nebbia" per il semplice motivo che in quel paese meraviglioso - dipinto da tramonti memorabili in cui il viola si scioglie nel giallo abbracciando la sera, in cui sulla terra è rimasta l'impronta del caldo bacio del sole - non hanno mai visto la nebbia......
Mi piacerebbe vivere in un paese in cui, nel dizionario, non esista la parola odio.

Da un mesetto girino prende lezioni di batteria. Mi piace accompagnarlo. Quando arriviamo noi non c'è mai nessuno, solo i ragazzi che vivono e gestiscono il teatro e il suo maestro. La sala è sempre in penombra, ci sono grandi divani sparsi alla rinfusa, ognuno diverso dagli altri. Un posto dove rilassarsi e godersi della buona musica, suonare anche se ti va, anche solo provare, nessuno ride di te. Mi lascio sprofondare fra i cuscini e guardo girino illuminato dal riflettore sul palco, ascolto il ritmico respito dello strumento solleticato dalle sue mani.
L'altra sera il suo maestro gli dice ".... lasciati andare, senti il ritmo, è come se passeggiassi sulle note e quando aumenti la velocità è come se corressi....." Ho chiuso gli occhi, mi sono lasciata trascinare a piedi nudi sul pentagramma. A passo svelto prima, poi ho rallentato, pochi passi uno dietro l'altro, un salto e via, ho preso la rincorsa e mi sono tuffata a capofitto in una discesa. Tum Tum tumtum tumtumtumtututum tum il battito del cuore si è fuso con quello del rullante e alla fine mi ha lasciata senza fiato come se avessi corso per davvero.

Tutte le volte che ho un minuto libero ed entro in questa mia cameretta virtuale, mi viene il magone.... possibile sia passato così tanto tempo dall'ultima volta che ho avuto abbastanza tempo per me da sedermi, scollegare il cervello e dare libero sfogo alle mie dita?
Sono stanca, sfinita e confusa. Vivere con un adolescente ti assorbe tutte le energie. A volte mi sento vicina a lui, lo guardo e mi ci vedo riflessa, una ragzzina denoccolata, con gli occhi vispi e curiosa, con la voglia di cambiare il mondo, di conquistarlo, di tenerlo in mano e coccolarlo; a volte lo guardo e non lo riconosco più, non mi ci riconosco. Ero anch'io così? Perchè non lo ricordo? Sbalzi d'umore, indifferenza, sguardo di sfida... sfida per cosa? - penso - a volte mi guarda così mentre cucino ??!!
Non lo capisco più, non capisco me stessa, i ragazzini ormai mi chiamano signora. Mi sento imprigionata in una buccia che avvizzisce ogni giorno di più e mi sta stretta. L'altro giorno mi sono messa a giocare con il carrellino porta bagagli, in aeroporto, il mio amico mi guarda e con aria severa mi dice "...ma la smetti che ormai hai quarant'anni?" ..........mi ha gelata. Quarantanni? In effetti anagrafici sì. Ricordo mia mamma a quarantanni. Una mamma, una signora in tailleur. Io mica sono così. Io ho voglia di giocare, di fare scherzi, di limonare di nascosto, di stare sveglia fino alle cinque a parlare di ragazzi con la mia amica. Allora perchè a volte mi sento così distante da girino?
Mi sono ritrovata seduta nel suo banco, con i prof dall'altra parte che mi descrivevano mio figlio. io li guardavo e pensavo che parlassero di un altro, "lo avranno confuso" mi dico, invece parlavano proprio di lui. Dottor Jackil. Ma chi è questo estraneo? "è sempre serio, non sorride mai"..?? ma chi il mio pagliaccio? lo stesso che riempie la mia casa di risate?
Dovrebbero fornirci un manuale "come sopravvivere ai suoi 13 anni e ai nostri quaranta" con abbastanza energia per scrivere due righe senza sentirci spossate... come ora!

ho sentito di una iniziativa che MI PIACE UN SACCO.....
ABBRACCI ABBRACCI e ancora ABBRACCI!!!!
io aderisco con gioia, ho abbracciato i miei colleghi (e hanno gradito) e ora abbraccio TUTTI GLI AMICI DI SPLINDER
poche cose sono emozionanti come ricevere un abbraccio da uno sconosciuto, un segno di affetto, gratuito, spontaneo, sincero
ABBRACCI ABBRACCI e ancora ABBRACCI A TUTTI!!!!

Ho già i biglietti dell'autobus in una tasca e un’agendina con i pennarelli nell’altra, domani mattina vado a vedere la mostra di Mirò.
I suoi quadri hanno il potere di catalizzare i miei sensi. Mi ritrovo sommersa dai colori, attratta come una falena in una tela di ragno. La mente trova uno spazio in cui dilatarsi, in cui lasciar scorrere i pensieri come funamboli di un circo. Le dolci curve o gli spigoli pungenti si trasformano in energia, in calore, in ghiaccio, in percorsi che richiamano ricordi sepolti o fantasie estrose.
Che cammino fantastico ha percorso quest’uomo. Avvicinando “orto con asino” a “l’oro del blu” non sembra neppure la stessa persona, eppure sono così simili nella loro diversità. La stessa eppure diversa, come mi sento io quando volgo lo sguardo al passato per voltarmi di scatto ad osservarmi ora.

Ferma al semaforo rosso aspetto di attraversare sulle strisce; finalmente sono in ferie, finalmente posso tornare a casa passeggiando tranquillamente, lasciando che il mio sguardo si perda sui volti di quelli che mi passano accanto, negli oggetti, nelle vetrine. Dall'altra parte della strada un guizzo attira la mia attenzione. Avrà tent'anni, 1,72 per 65 kg, indossa un costumino attillato, azzurro. Un corpo strepitoso: pettorali, addominali, ogni muscolo sembra invitarti ad accarezzarlo, a sfiorarlo.
Guarda avanti a sè, con lo sguardo assente nel silenzio dei suoi pensieri, poi una contrazione del corpo, tende i muscoli, spicca il salto, esegue tre capriole e si lascia scivolare a testa in giù, finchè non viene inghiottito, non si vede più nulla di lui, rimane solo la spuma ed il riflesso del mio viso sul vetro dello schermo, nella vetrina del negozio di elettrodomestici.
Dimitri, Sautin, campione europeo tuffi maschile.. oggi
p.s. questa è la vera essenza dello sport, altro che calcio, sono questi i veri campioni, gli idoli, semplici, dignitosi, stupefacenti.

Le vecchie case del mio paese hanno un fascino particolare.
Ci sono quelle un po’ aristocratiche: ville a due piani, eleganti ed austere. Sonnecchiano adagiate ai lati delle strade, al riparo dietro i cancelli. Vecchie signore con l’abito della festa, i vetri colorati truccano di ombretto le finestre incorniciate e come leggere velette gli affreschi ne adornano il sottogronda.
Stanno là, un po’ altezzose, di fianco a quelle più umili, che preferisco. Piccole case ad un piano, con grandi finestre ridenti che illuminano i loro volti semplici color pastello e con piccole strisce di verde che le circondano e che si allargano sul retro – in genere – in giardini con alberi da frutto.
Hanno tre gradini che t’invitano ad entrare fra le stanze fresche e luminose, fra i giochi d’ombra e luce, sotto alti soffitti che avvolgono come il cielo.
Piccole creature fragili, ormai quasi in estinzione. Vengono azzannate alla gola, sventrate, allargate, appesantite da piani e strutture che le uccidono.
Chissà se nei loro cuori, magari nascosti in cantina, nel fresco degli alveoli, vivono serene la loro vecchiaia, appagate dalla loro semplice bellezza.
ECCOMI qua
Noi suoniamo e voi state là
Noi sudiamo e voi bevete già
Noi soffriamo e voi ridete ma
Anche lei quella sera
Rideva e sembrava sincera
Aveva tacchi, spilli, orecchi,
anelli, amici e tricchi tracchi
mi guardava sicura
e io a vedermi mi mettevo paura
ma lei mi dice in un orecchio
vieni andiamo giù a balàr
e allora mambo
mambo sudando
attento al tempo
se no m’inciampo
struscia ‘a coscia contr’a coscia
striscia che pari una biscia
bacia il collo con audacia
struscia l’ascia dove non cuoce il sol
e dopo noi
barcollando usciamo un taxi e poi
a casa mia la notte è breve e LUI
dice stanotte non possiamo ma
domani ti regalo
la felicità che non si può cambiare
che batte nella testa e non ti fa soffrire
la coscia che ti do serve ad amar
e il piede contro i l tuo
lo uso per balàr
e allora mambo...................
(tratto da vinicio poeta come TE!)


Non sono brava in inglese però mi piacciono i loro modi di dire. Questa sera volevo augurare la buona notte ad un amico dicendogli "vorrei essere lì - al tuo posto" ", in inglese "vorrei essere nelle tue scarpe" così ci ho pensato e stavo per scrivere " I wish to be in your shorts " Ripeto la frase a voce alta prima di inviare l’sms e un fulmine passa nella mia mente….shoes è scarpe shorts sono pantaloni! Caspita stavo per scrivere ad un uomo che vorrei essere nei suoi pantaloni! Per lui sarebbe stata sicuramente una buona notte ;-)

Sotto il tendone la serata sembrava essere persa, alle nove l'aria avrebbe dovuto essere colma di musica invece, alle dieci, è solo zuppa d'acqua. Dopo il boccale di vino rosso che ha accompagnato la cena, la grappa accompagna il caffè e scalda un pò gli animi. Anche la pelle tesa di un tamburo prende vita, così le maracas e una voce femminile, infine gli strumenti suonano insieme e cacciano le nubi. Un altro giro, il calore si propaga nelle vene, nel cuore e scende nelle gambe. Sotto le ultime gocce pesanti stiamo già ballando. Salsa, merengue, baciata, un ballo a tre, che ci fa girare la testa. ci fà ridere, fra passi sbagliati e lui che annaspa per star dietro a entrambe. Dopo tre ore siamo ancora lì, a goderci sino all'ultima nota, finchè il silenzio devasta la notte, finchè la stanchezza ci stringe nella sua morsa e ci fà allontanare, abbracciati, felici, amici.

Mentre tornavo a casa, questa sera, una tavolozza di colori ha attirato la mia attenzione: fra il verde salvia e la lavanda risaltavano chiazze giallo limone, rosso pomodoro e viola melanzana. Ero davanti ad un fruttivendolo e le cassette di frutta e verdura coloravano il ruvido bancone di legno.
In disparte, in un cesto di vimini, c'erano delle amarene tanto invitanti che non ho potuto resistere e ne ho comprate un sacchetto. Mentre camminavo pensando al sorriso che avrebbe fatto girino nel vederle, ne osservavo alcune che avevo preso in mano. A casa le avrei messe in un bel cesto, con delle foglie verdi per farne risaltare il lucente rosso cupo. Erano proprio buone, dolci e amarognole insieme, ricche di succo. Alcune erano un po più indietro ed il contrasto con quelle più mature ne accresceva il sapore. Come resistere allo scricchiolio del nocciolo sotto i denti mentre la morbida polpa si scioglieva in bocca!?
Girino mi aspettava sulla porta di casa, come sempre, pronto a saltarmi al collo per salutarmi. Vedendo il sacchetto si è incuriosito "Cos'hai in mano?" mi ha chiesto, "Niente" rispondo io guardando il sacchetto ormai vuoto "è solo carta da buttare"

avvolta nell'afa di questa serata vorrei poter fare un salto in un passato recente.........
vorrei sentire i profumi che m’inebriavano fino a due giorni fa; vorrei sentire ancora la sabbia ruvida sotto i piedi e il sapore del sale sulla mia pelle (ebbene sì, ho il vizio di sfiorarmi la spalla con la punta della lingua quando sono al mare, mi piace il sapore); vorrei vedere il cielo mutare in infinite sfumature prima di nascondersi dietro la gonna della sera; vorrei che il vento scompigliasse ancora i capelli, mani gentili fra i riccioli neri; vorrei sentire il morso gelido del mare e dovermi violentare per trovare il coraggio di tuffarmi per poi uscire a fatica da quel dolce abbraccio; vorrei sentire ancora le unghie del sole trafiggere la mia pelle .........
mentre sfioro le fini cicatrici bianche che mi ha lasciato, al posto del costume, vorrei tornare in sardegna.

lunedì pomeriggio girino torna a casa da scuola agitato "raganella - mi di ce - oggi c'è stato un atto di vandalismo nella mia classe! Quando siamo arrivati, questa mattina, ci siamo spaventati. Un vetro della finestra era stato rotto, molti fogli che erano appesi alle pareti strappati, i cancellini e i gessetti bianchi erano per terra ma la cosa più orribile erano gli escrementi sparsi un pò ovunque: sui banchi, sulla cattedra, per terra......" il racconto continua, il responsabile era ancora in classe, non era riuscito a scappare. Era giovane. Se ne stava accovacciato vicino alla cattedra, terrorizzato, con una brutta ferita alla testa che sanguinava. Girino ha raccolto tutto il suo coraggio, si è avvicinato e gli ha sussurrato che non doveva aver paura, poi lo ha raccolto delicatamente e lo ha portato in infermeria. Mezz'oretta dopo spiegava le alucce e volava via, lontano da quella scuola paurosa, certamente non adatta ad un piccione libero come lui!

...senza saperlo sono stata la causa di un litigio, venirlo a sapere mi ha davvero rattristato. Ogni nostra azione si ripercuote inevitabilmente, nel bene o nel male, sulla vita degli altri. IO MICA LA VOGLIO TUTTA QUESTA RESPONSABILITA'!!! voglio cannoni che sparano fiori, fare l'amore e non la guerra, niente tabù e niente tribù, in fondo siamo solo formiche in un universo di passioni.

oggi in radio ho sentito che "...gli alberi sono poesie che la terra dedica al cielo", non so di chi fosse ma mi è piaciuta tantissimo
intorno a me la terra si è impegnata un sacco per trovare le parole più belle: ha riempito i rami di parole d'amore vellutate di rosa e zuppe di profumo
non riesco a non cantare, mi sento un uccellino, spero non ci siano in giro troppi cacciatori! ;-)

Lunedì mattina dovevo andare a Como per lavoro. Nei giorni precedenti mi avevano detto che avrebbe nevicato o piovuto e che ci sarebbe stato un freddo polare. Questo non mi avevo messo di buon’umore e l’idea di andare in una città(dina) della quale serbavo solo l’immagine fugace, passandoci vicino in autostrada, di un posto triste, grigio, sporco e caotico, non mi attraeva affatto. Al risveglio invece una bella sorpresa, il sole aveva allagato la mia camera e mi aveva fatto tuffare con gioia nella giornata. Sarà stato questo? Quanto incide il nostro umore sulla piega che prenderà la nostra vita? Dopo aver accompagnato girino (che ieri ha compiuto 12 ANNI!!!) a scuola e fatto il pieno, ho preso la superstrada e sono partita, con calma. In un’oretta sono arrivata e dopo aver parcheggiato (a pagamento perchè di altro parcheggio nenache l’ombra - tanto non pagavo io, stavo lavorando!) mi sono accorta che lungo tutto il viale c’erano delle mura interrotte ogni tanto da "porte" per il passaggio pedonale. A malincuore ho abbandonato l’idea di esplorare, un appuntamento mi attendeva. Dopo un’oretta, molto prima del previsto, avevo finito ed in cerca di un bar per bere un cappuccio (piacere che mi concedo sempre volentieri) ho varcato le mura. Mi sono ritrovata in un’atmosfera piacevole: mi ricordava Monza, ma molto più piccola e più attraente. Ho vagabondato senza tempo fra vicoli, negozietti, fiori ai balconi, gente affabile, muri antichi, profumo di pane appena sfornato e rumori smorzati. All’improvviso mi sono trovata davanti una strada trafficata. Il fastidio però è durato poco, come una nube che non si sofferma. Oltre il marciapiede, dall’altro lato della strada, oltre il giardinetto, oltre la ringhiera, sdraiato nel suo placido letto c’era il lago. Mi sono lasciata abbracciare dal calore del sole mentre guardavo gli anatroccoli che giocavano sull’arena della spiaggetta e mentre i gabbiani volavano, si tuffavano, gridavano, si rincorrevano fra l’acqua e le montagne ancora innevate sullo sfondo. Questo incontro è stato davvero una piacevole sorpresa, pensavo mentre guidavo verso casa, ci tornerò presto, con più calma, con girino, e forse prenderemo la funicolare che ho visto, oltre la banchina, arrancare lungo il pendio, per tuffarci fra le onde delle nubi.

27 gennaio: giorno della memoria
per non dimenticare quel periodo nero, della storia dell'umanità, chiamato olocausto.
Tutte le reti televisive o radiofoniche hanno dato spazio ad un contributo sulla "memoria". Io e girino guardiamo, abbracciati sul divano, le immagini spaventose che testimoniano l'orrore . "Non lasciare mai che nessuno dica che non è mai successo, - gli dico - non voltare mai lo sguardo, non chiudere gli occhi, non ignorare la sofferenza; impara a difendere la libertà e la dignità di ogni essere vivente". Ma non basta, non è giusto, così accendo il computer e inizio a cercare, nel motore di ricerca inserisco parole che mi ricordano gli stessi orrori, in tempi più recenti, ma non per quasto meno terribili:
scrivo "Ruanda" - quanti se ne ricordano? eppure compare "Dal 6 aprile 1994 il Ruanda è il teatro di uno dei più spaventosi massacri del
nostro secolo"
e ancora "Ciudad Juárez" - Messico. ...."La sua popolazione, 1.300.000 abitanti, è ostaggio di assassini senza volto. Quanto avviene qui è un insulto ai diritti umani. Dal 1993, oltre 300 donne sono state rapite, violentate e assassinate" e non solo in Messico anche in INDIA "Negli ultimi 20 anni circa 10 milioni di feti di sesso femminile sono stati abortiti in India per motivi sociali, culturali ed economici" e ancora in CINA ...
.."DESAPARECIDOS" "Si calcola che siano più di trentamila i desaparecidos tra il 1976 e il 1983 durante la dittatura militare in Argentina. A questi si devono aggiungere 1.500.000 di esiliati, 9.000 prigionieri politici e 15.000 fucilati per le strade"
"BAMBINI" ..."Nel mondo, più di 211 milioni di bambini di età compresa tra i 5 e i 14 anni sono costretti a lavorare"..... per non parlare dello sfruttamento sessuale argomento che, con girino, ho preferito non intraprendere
"ALGERIA"....dall'inizio dell'anno, sono più di 700 gli algerini caduti sotto i colpi degli islamisti o dei militari. A dieci anni dall'inizio di una guerra civile atroce che ha già provocato decine di migliaia di morti, l'Algeria ha celebrato, il 5 luglio scorso, il quarantesimo anniversario della propria indipendenza. Ma il bilancio negativo di questi quattro decenni non dipende solo dai massacri, che continuano ad essere perpetrati nell'indifferenza della comunità internazionale
.....la lista è lunga, troppo e ci fermiamo qui, un velo di tristezza si è posato sui nostri volti.
27 gennaio .... mi piacerebbe fosse il giorno della memoria di ogni crimine, un giorno di monito, un giorno di vergogna perchè quei cancelli in realtà, da qualche parte del mondo, sono ancora terribilmente chiusi.

vacanza finita..... pronta per quelle di Natale!!! eh eh eh

ormai mancano pochi giorni, ormai mancano poche cose da raggruppare per non dimenticarle, mancano pochi amici da salutare, manca il tempo per far tutto ma non importa
BUONE VACANZE...
... a PATT, il mio faro in questo mare di blogs
... a un AMICO che, prima o poi, mi offrirà un panzerotto da Luini ;-)
... a BRICIOLA che ci regala, con ogni racconto, un biglietto per un viaggio nel suo mondo incantato
... a PATCH che sarà nel suo eden
... ai BATTELLI che ci fanno raggiungere ogni meta
... a tutti quelli che, per caso, entrano in questo sito, si guardano intorno e pensano "..ma cosa avrà fumato???"
... al mio GIRINO che non avrò accanto, ma è sempre, comunque, con me
...agli amici islamici, ebrei, cristiani, atei.... agli africani, americani, asiatici, italiani, australiani.... agli anziani, ai bambini e a quelli in mezzo.. a tutti quelli che, come me, pensano che in fondo siamo tutti cellule dello stesso pianeta
buone vacanze al mare, in montagna, in campagna, in città, su uno sgabello di bar, su una panchina del tram, ovunque siate perchè la vacanza inizia nelle nostre menti.

bollettino di guerra: girino è tornato dal campeggio.
Dopo otto giorni di montagna finalmente il mio girino è tornato. La serata l'abbiamo passata abbracciati a raccontarci per filo e per segno gli ultimi giorni trascorsi lontani l'uno dall'altro, ma il mattino dopo è arrivato il momento di aprire lo zaino! Per prima cosa faccio il resoconto delle cose andate perdute e, con sorpresa, riscontro solo la mancanza di una felpa e "l'adozione" di un cappellino straniero. Passo alla divisione delle cose sporche da quelle rimaste illese: 8 magliette: tutte sporche, 8 pantaloni: tutti sporchi, così via per le felpe, le canottiere, ecc.... arrivo alle calze. GIRINO!! ci sono solo DUE paia di calze sporche !!! come mai?? "...eh - dice lui - solo il primo giorno ci hanno detto di cambiarle" ............ glob. Le giuardo innorridita. Sono nere (in origine bianche), rigide, pensare che aveva 12 paia di calze nella borsa (mamma premurosa!!). Mi alzo e mi avvio in bagno. Mi giro, le guardo "su venite..." dico guardandole e per un attimo mi è parso che si alzassero e mi seguissero davvero!

oh! finalmente un po di tempo per postare. finalmente dopo l'assenza forzata di telecom. A metà maggio ho ricevuto l'adsl, "che bello - pensavo - finalmente viaaaa più veloce della luce, posto, passo da un blog all'altro, navigo, wow .... ho già i capelli tutti da un lato dal vento!!! 
Lo installo ma, sorpresa, la configurazione non va a buon fine. "Imbranata" direte voi, invece no perchè il tecnico della telecom mi dice che effettivamente i loro router sono rotti o la linea non è configurata da loro. Apro la pratica. Tutto tace. Dopo tre/quattro giorni di silenzio, timidamente, chiamo "scusi...emm... la mia pratichina.." tra l'altro mi aveva provocato un errore irreparabile in explorer e non potevo collegarmi nemmeno con la connessione a 56k. Inizia il calvario, duecentocinquanta telefonate, fax, lettere, raccomandate, NULLA loro non rispondono. le centraliniste alla fine sono anche imbarazzate e mi danno ragione. (per quello che mi serve IO VOGLIO UN TECNICO!!! che debba provare con il gelato?)
Fine giugno ancora tutto in stallo. Le mie telefonate hanno perso la timidezza. Sbraito, urlo, dico parolacce.
Poi disdico tutto. Devo disinstallare tutto window e riinstallare tutti i programmi. ora ho la connessione ......l e e n t a a a ma almeno c'è.
Il giorno dopo ricevo un atelefonata da telecom - meglio tardi che mai??? - ma che "buongiorno... volevamo proporle la nostra linea adsl......" .........................la mia reazione non è postabile.
smack

Stavo per postare quando mi esce un messaggio strano e ora non sono sicura di poterlo fare. Mi informo e, se sono autorizzata, vi racconto la vicissitudine con la telecom. Certo che, ora che finalmente ho la linea internet sapere che non ho la linea "blog", sarebbe proprio deprimente!
un bacio

In macchina con girino ripassavamo i vocaboli in inglese. "Come si dice vestito?" ho detto a girino mentre ripartivo dal semaforo che, dopo una attesa infinita, finalmente era tornato verde. "Non ricordo proprio..." piagnuccola lui. Cerco di aiutarlo: "Dai!! è facile, E' come inidizzo senza la A!" . Rimane un po dubbioso, poi vedo i suoi occhioni riflessi nello specchietto retrovisore che mi scrutano incerti ".....Raganella - dice - .....ma in INDIRIZZO non c'è la A!?!!!!"

Dove vi piacerebbe andare in vacanza quest'anno? "in Friuli" dice mio nipote "a vedere i pinguini nella tera del fuoco" dice girino.
GLAB vuole vedere i pinguini arrosto! A scuola sta studiando l'europa, ci sarà un posto chiamato così. Cerco in internet e compare "..viaggio nella terra del fuoco ... a sud dell'america... dove gli indigeni chiamati cazzadores vivevano di caccia" mi sorge un dubbio, quale sarà la loro arma??? Certo che girino ha pensato a un posticino dietro l'angolo!!! Va bè, dite che se lo porto a Genova a vedere i pinguini fa lo stesso?

comprate la macchina più veloce consuma poco e ti porta ovunque... nex caffè con caffelatte per iniziare bene la giornata .. quattro stelline quattro paperelle ... nanananaaaaa inizia la nuova edizione del tg.... il maltempo in italia ha rovinato il finesettimana a tutti, invece nel resto del mondo il tempo è stato un pò bello, un po brutto, i francesi sono andati in vacanza dove vogliono e bla bla bla... chilometri di coda nel tratto dell'autostrada pinco pallino bla bla bla... intervista a un viaggiatore all'autogrill, intervista ad un altro in coda bla bla bla... il papa è andato in bagno quattro volte, intervista ai fedeli in piazza, intervista ai tedeschi "cvosa pensa del papa?" bla bla bla.... hanno ucciso una donna per adulterio a sassate STOP..... il governo berlusconi blabla bla..... l'onorevole è stato visto in compagnia dell'atrice bla bla bla.... Tizia si è rifatta il seno, vediamola prima, a docdici anni, ricostruzione di cosa sarà fra venti anni bla bla bla.....
Nulla, nessun'altra parola, nessuna indignazione, nessuna rivolta, non ne ho più sentito parlare, forse non hanno capito bene neppure loro, bisognava urlare invece lo hanno solo sussurrato, ma ..zzo!! HANNO UCCISO UNA DONNA A SASSATE PER ADULTERIO..... IO NON CI STO. MA CHE INFORMAZIONE ABBIAMO?? DOV'E' LA CHIESA???? E I CAPI DI GOVERNO??? DOVE SIETE VOI CHE CI RAPPRESENTATE????
.... poi l'otto maggio arriva un sms dal governo "auguri per la festa della donna" MA QUALE DONNA? Le donne sono morte tutte ieri, colpite a sassate, per aver rivendicato il diritto di seguire il proprio cuore. STOP

...in questi giorni sono una raganella "di cioccolato"!!!

Stamattina mettere gli occhiali è stato doloroso, per via del livido che, a ricordo dell'incidente di ieri, mette in ombra il mio nasino. Anche il mio girino stamani smaltisce i postumi e ogni passo gli procura un dolore acuto alle gambe, la mia amica invece ha una spalla dolente e il suo bimbo è claudicante a casa della storta alla caviglia. Quando pensiamo all'incidente però ridiamo a crepapelle. Nulla a che fare con auto, strade o simili ma ad alcune "scivolate" sulla neve. Il sole era abbagliante e la neve ricopriva il pendio al lato della casa: come resistere? Cosa importava se non avevamo l'attrezzatura? basta un sacchetto di plastica stretto fra le gambe, un paio di discese a sbalzo per schiacciare la neve fresca e formare la pista e via..... una, due, tre, dieci, cento volte. L'ultima è stata fatale, o forse era semplicemente l'ultima goccia. "Proviamo a scendere insieme" e giù, uno spinto, uno tirato, tutti SCHIANTATI in fondo uno sull'altro, bagnati, sudati, stanchi (anzi sfiniti), chiassosamente felici e ridenti. Davvero un bellissimo INCIDENTE!!

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